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I successori di Mantegna
Lo stile innovativo, sebbene nella nostalgica restaurazione di un classicismo di altissima scuola, viene ripreso da svariati artisti postumi e non solo appartenenti al fururo piu’ prossimo all’artista, ma si arriva all’impressionismo, all’espressionisto, al neoclassicismo fino a superare l’epoca dei grandi numi dell’umanesimo. Qualche nome: Giovanni Bellini, in Veneto, lo stesso Leonardo, pur contrapposto all’ideale classico del Mantegna, ne ammira e riprende le decorazioni con festoni di fiori e frutti, tipiche del Mantegna per decorare la volta della Sala dell’Asse nel Castello Sforzesco di Milano e nelle lunette sopra al Cenacolo. Il Correggio che ne trae spunto per realizzare prospettive sempre piu’ artite per finire con la cupola del duomo di Parma. Nel Rinascimento il tedesco Durer soprattutto per le architetture, la prospettiva e le proporzioni del corpo umano. Ma il suo successore, Giulio Romano, ne avversa lo stile “secco”, riproponendo le morbidezze di Raffaello. Nonostante tutto il “duro” Mantegna verra’ scelto a modello anche dagli impressionisti Manet, Degas, Van Gogh. Negli ultimi 35 anni si ristudia l’uso della prospettiva da parte del pittore e l’editoria del 1986 ripropone l’analisi del rapporto tra pittura, disegno e incisione nei lavori di Mantegna.
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