Mantegna 1506 2006



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Mantegna 1506 2006

Un artista per tre città

Un artista per tre città. Padova, Verona e Mantova saranno unite dal genio di Andrea Mantegna, in un unico ambizioso progetto espositivo articolato in tre sedi fortemente voluto dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del quinto centenario della morte di Andrea Mantegna, appositamente istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e composto dai più insigni studiosi del primo Rinascimento italiano. Una manifestazione assolutamente innovativa nel panorama culturale italiano,che presenta per la prima volta in tre momenti espositivi strettamente legati la storia e l’arte del sommo artista, le cui opere saranno presentate al ?anco di quelle di altri protagonisti insieme a lui del rinnovamento del linguaggio ?gurativo dell’Italia Settentrionale e dei suoi numerosissimi pittori, miniatori, incisori, scultori che gli resero omaggio. Un viaggio affascinante,dunque,che lega le tre città in modo indissolubile e dal quale non si potrà prescindere per ammirare nella sua pienezza il vero volto del pittore che con la sua arte ha lasciato un segno indelebile. Uno straordinario impegno scienti ?co e organizzativo,che sarà espressione di una forte collaborazione fra lo Stato italiano, le Regioni Veneto e Lombardia e i Comuni di Padova, Verona e Mantova, con il sostegno delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Cariverona, Monte dei Paschi di Siena e Banca Agricola Mantovana. Il percorso nell’arte del Mantegna parte da Padova, dove nasce presso Isola di Carturo nel 1431, e si forma alla bottega dello Squarcione. Padova è nel Quattrocento la prima capitale artistica italiana,il luogo di incontro, confronto e dibattito tra le tante personalità artistiche che giungono nella città veneta: lo Squarcione e la sua bottega con molti allievi, in particolare, lo Zoppo e lo Schiavone, ma anche i Bellini, Vivarini, Nicolò Pizolo, Donatello e la sua bottega.Quindi il Mantegna a Padova si forma in un ambiente straordinariamente ricco di stimoli che a soli 25 anni, a conclusione di uno dei suoi più grandi capolavori, gli affreschi della Cappella Ovetari, lo porterà ad essere già un artista maturo ed affermato. Questa maturità si ritrova perfettamente compiuta a Verona, dove, con un altro richiamo archeologico, essendoci rovine romane ancor più imponenti di quelle padovane, Mantegna viene chiamato per dipingere la sua tavola forse più nota, il trittico per la basilica di San Zeno. L’elemento centrale della predella è una Croci?ssione, dove è evidente il recupero del mondo classico attraverso un accostamento continuo di civiltà e di natura, dove tutto è storia e anche la natura in verità è caricata della vicenda degli uomini.
Nel senso che Mantegna ha della Storia la dimensione vera della sua visione del mondo. Nella sua produzione tarda invertirà questo rapporto,recuperando la natura nei suoi aspetti di poesia e di tragedia. Ma già dal 1460 ?no alla morte, Mantegna è a Mantova, pittore della corte dei Gonzaga. A Mantova produce gran parte dei suoi capolavori,a partire dalla camera picta nel Castello di San Giorgio, dove, attraverso una prospettiva spericolata, fa affacciare putti e cortigiani da una balconata dipinta sul sof?tto della stanza, “sfondato” su un cielo inventato. Egli porta così alle conseguenze più estreme ed elaborate la rigorosa ricerca di Piero della Francesca sulla prospettiva. Nello spettacolo del potere rappresentato sulle pareti della stanza, ci dà lo sfarzo ma anche la volontà di vedere la verità nei volti degli uomini; e lo fa con una capacità di leggere nell’anima che per la prima volta nella storia della pittura si mostra con tanta evidenza realistica.
Vittorio Sgarbi
Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni del quinto centenario della morte di Andrea Mantegna

http://www.ilmantegna.it/mostra_mantegna_im_24955.htm
Mostra Mantegna






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Mantegna 1506 2006
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Mantegna 1506 2006:Un artista per tre città. Padova, Verona e Mantova saranno unite dal genio di Andrea Mantegna, in un unico ambizioso progetto espositivo articolato in tre sedi.

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