|
Andrea Mantegna: le opere
1457-1460 tempera su tavola; scomparto centrale 212 x 125; scomparto di sinistra 213 x 134; scomparto di destra 213 x 135 Verona, Basilica di San Zeno, altare maggiore L’opera è l’unico dipinto mobile del pittore ancora conservato nella sua collocazione originaria, benché privo delle predelle. Nel 1797 la pala fu infatti requisita dai commissari francesi per essere trasportata a Parigi, dove i pannelli vennero smembrati. Le predelle non furono mai restituite e furono divise tra il Louvre (Crocifissione) e il Museo di Tours (Orazione nell’Orto e Resurrezione), mentre quelle attualmente visibili sono copie ottocentesche eseguite dal pittore Paolo Caliari. Commissionata dall’abate Gregorio Correr per la chiesa di San Zeno a Verona, la pala mostra al centro la Vergine in trono, raffigurata secondo l’iconografia bizantina della Madonna Vittoriosa, e circondata da angeli cantori. Otto santi si dispongono simmetricamente ai lati della composizione, riflettendo le preferenze devozionali del committente e la sua predilezione per la lettura dei testi sacri: a sinistra sono Pietro, Paolo, Giovanni evangelista e Zeno; a destra, Benedetto, Lorenzo, Gregorio e Giovanni Battista. L’intera composizione è densa di richiami all’antichità, a partire dal fregio con i putti reggighirlanda, o dal trono concepito come un sarcofago. La cornice, probabilmente disegnata dallo stesso Mantegna, è ancora quella originale, e rappresenta un capitolo fondamentale nell’evoluzione spaziale della pala d’altare, consentendo al pittore il superamento della divisione in scomparti.
|