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Andrea Mantegna: le opere
1502 tempera su tela; 160 x 192 Parigi, Louvre La tela è il secondo dipinto eseguito da Mantegna per lo studiolo di Isabella d’Este, dopo il Parnaso del 1497. All’interno di un hortus conclusus appare una palude dove allignano i Vizi, raffigurati come esseri deformi, chiaramente identificabili dai cartigli, secondo un uso didascalico medievale. Tra questi appaiono l’Ozio, privo di braccia, trascinato da Minerva, una figura scimmiesca definita dal cartiglio l’”Odio immortale, frode e malizia”, l’Avarizia e l’Ingratitudine che trasportano l’Ignoranza incoronata. Al centro appare Diana, dea della castità, rappresentata secondo un modello classico, che sta per essere rapita da un centauro, simbolo di concupiscenza. In aiuto della dea accorre Minerva, dea della saggezza, accanto alla quale compare un albero con sembianze femminili. Nel cielo, in una nube, appaiono le Virtù cardinali: la Giustizia, la Fortezza e la Temperanza.
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